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| Itinerari da incanto |
Il visitatore che giunge qui ha la sensazione di aver viaggiato a lungo. E' l' effetto curve. Qui infatti è raro trovare rettilinei, così come campi pianeggianti. Qui tutto é morbido, rotondo, curvilineo. L' importante è non farsi stressare dall' orologio. Qui il tempo si é fermato e chi vi arriva è invitato a condividere questo incantesimo. Se accetterete questo consiglio tutto vi sembrerà perfetto e vi permetterà di godere dei panorami, dei paesaggi che, curva dopo curva, si sveleranno ai vostri occhi. Preparatevi ad un crescendo di emozioni visive. Una carrellata di gioielli. E così chilometro dopo chilometro, curva dopo curva scoprirete l' incantevole
Montemerano, immutata nel tempo. Manciano, definita da un proverbio popolare
spia della Maremma. Saturnia, nata come racconta la leggenda dalle mani del
Dio Saturno. Le Terme di Saturnia, conosciute e frequentate già al tempo dei romani.
Rocchette di Fazio, un borgo medioevale piccolo come una cartolina illustrata. Semproniano,
un paese morbidamente adagiato su un colle con vicoli vecchi come il mondo. Il Castello di Triana, posto a
guardia di una valle che spazia fino al mare. Roccalbegna, un borgo che vive a dispetto delle
più elementari leggi della fisica. Santa Fiora che, come racconta una vecchia
filastrocca, chi ci va ci si innamora. E poi Sovana, Sorano e
Pitigliano, i paesi fatti di tufo ed eretti sul tufo. Al visitatore stupito e incantato
offrono forme e colori unici in un'atmosfera di magia e di fiaba. Ma sarà semplicemente incantevole
addentrarsi a piedi in un bosco per andare alla scoperta di orchidee selvatiche, oppure risalire l'Albegna per raggiungere le Strette: un paesaggio selvaggio che
ricorda i canyon. Intorno a Sovana, poi, per chi ama l' archeologia, sarà stimolante visitare le
tombe degli Etruschi: la Tomba Ildebranda e quella della Sirena. In
primavera sarà bello verificare se quel ciuffo di viole cresce ancora sulla sua fronte. O il Cavone,
un sentiero scavato nel tufo che unisce Sovana a Pitigliano. Lasciatevi contagiare dall' atmosfera che si
respira qui. Lasciatevi stimolare dalla curiosità e andate avanti seguendo l' incanto di questo
itinerario, non perdete nessuno scorcio, nessun angolo. Tutto é qui per farsi ammirare, per farsi scoprire
e soprattutto per incantarvi. |
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| Itinerario della Valle del Fiora |
Mentre l' Albegna, "il fiume bianco", varcando i millennni, ha conservato il nome antico, l' altro fiume
di questa Maremma ha cambiato quello latino di Armine con il bellissimo Fiora, dicono per una dedicazione della
sua sorgente e del castello che vi era sorto intorno, alla leggendaria santa omonima: ma, considerata la magnificenza della
vegetazione spontanea che vive sul corso del fiume, non sarebbe da respingere del tutto l' ipotesi del collegamento con l'
antica dea italiana della primavera. Ed è ancora vivo un culto pagano della sorgente: il giorno di San Marco ragazzi e
ragazze vanno ilari a coppie, ad ornarla, con mazzi e corone di fiori campestri e con parole auguranti felicità e
abbondanza. Il tufo e l' elemento geologico fondamentale della media e bassa Valle del Fiora:
potenti banchi sono stati ricavati sull' uniforme altopiano creato dall' eruzione dei Cimini, mangiato da torrentelli di poca
acqua, ma tenaci: così la grande distesa,franta in mille gole, alza le sue acropoli tra pinnacoli e precipizi. Paesi
sprofondati in gole si fanno sempre più erti e dominanti con il castello, la torre o il campanile per chi vi giunge: li
vedi poi lentamente inghiottiti dalla terra quando parti. Non meno di 140 sono i siti preistorici che testimoniano la grande
operosità delle genti che vissero in questa terra oltre mille anni prima che fosse fondata Roma: necropoli e
villaggi con capanne seminterrate, grotte e tombe a forno, a fossa, a pozzo; poi la storia e la grande civiltà etrusca:
resti di necropoli e di città vive per sette secoli, un numero incredibile di tombe anche architettoniche fatte come le
case dei vivi, piccole e raccolte al principio, poi più grandi e infine con facciate ornate come templi. Dovunque scopri
sulla pietra i segni del lavoro umano: vie cavatte tra alte pareti, gallerie a cielo aperto, terrazzamenti, cunicoli sotterranei
di sconosciuto percorso ed uso. La capitale etrusca di questa parte della Maremma fu Vulci, che dette un re
(Servio Tullio) a Roma e alla conoscenza della pittura e dei miti greci seimila vasi dipinti. Nell' interno di
questa Maremma due grandi abitati etruschi mostrano i loro ruderi: Poggio Buco (Statonia) - un nome significativo -
e Sovana (Suana) che si magnifica di possedere le più belle tombe architettoniche dell' Etruria.
Caratterizzano questa parte della Maremma un rude medioevo, talora intatto, e un rinascimento di fortezze e castelli. |
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